martedì 22 aprile 2014

Vorrei poterci ritornare... - Esperienza di una mamma in visita expat per un mese


Texas Flag  - Tyler, TX
Oggi vi lascio con un post un po' speciale le riflessioni della mia mamy expat anche lei per un mese.

Vorrei poterci ritornare… e in questo “incipit” potreste trovare il “sunto” del  “Graziella pensiero”. Non è così. Ho iniziato dalla fine, da quello che poteva essere l’epilogo, la chiusa di un raccontino di come ho passato i giorni del soggiorno in Texas, invece è l’inizio di un nuovo progetto di viaggio (almeno spero). Perché l’America ti ubriaca, è come bere una “tequila” a digiuno: inevitabilmente sei stordito e ci vuole tempo per smaltire la sbornia.

Certo io non ho visto l’America, ho visto quella piccola parte del Texas dove abitano i nostri più forti e profondi affetti:  Valentina, Luca e Birillo … che immagino tutti conoscerete ormai…
La sorpresa e lo stupore di trovare un’area così verdeggiante, così boschiva mi fa essere ripetitiva ma, voglio che il mio interlocutore capisca bene: questa parte del Texas è verdissima! Al di fuori e al di là dell’immaginario collettivo. 
Flint   - Tyler, TX

Nel nascere della primavera  ho visto cromatismi indimenticabili, sfumature di verde mai incontrate prima: non credo ci sia pittore, anche provetto, in grado di  riprodurle.
Perché, secondo me, è tutto “oltre”,  quel di più che solo la natura immensa ti può donare. Cieli infiniti, tramonti mozzafiato, strade smisurate, arcobaleni colossali… e anche “supermercati” sconfinati!

E’ vero non ci sono marciapiedi nè portici, quindi non si fa la passeggiata tipica italiana, ma c’è il mitico “Starbucks” dove si possono trascorrere ore in compagnia,  in spensierata convivialità. Paese che vai abitudini che trovi… (che frase!!!!!) e io “turista privilegiata” ho cercato di vedere e conoscere e adattarmi. Portando, però, un po’ di italianità nel cibo cucinato in casa. E pazienza se comprando una birra o del vino devi uscire da una porta laterale del supermercato… mah!!!

Ho visitato il TJC frequentato da Valentina e mi è sembrato di essere in Inghilterra. Infatti ho fotografato scoiattoli, piante secolari, viali. 


Ci sono quartieri a Tyler fiabeschi, laghi da farti pensare di essere in Trentino o in Svizzera, parchi, campi da golf. Paesaggi di una dolcezza struggente, prati color indaco o rosa scuro tendente al rosso, pascoli mozzafiato. 

Ho visitato i “firefighters” che emozione!!! I gloriosi eroi americani...
Firemen  - Tyler, TX


Ho visitato a Dallas il “memorial Kennedy” e mi è venuto un groppo in gola.

Siamo andati al centro dei “crocodiles” e degli “snakes”: Luca si è fatto un bracciale con uno  di questi: oooohhhh, miodio, che coraggioso!!!
Ho avuto “incontri ravvicinati” con animali insoliti al parco zoo safari.

Ho visto a Canton il più grande mercato di “brocante” che qualsivoglia persona possa immaginare.

Ecco l’America degli “estremi”, degli “straordinari”, degli “enormi”: ma, dove è stato possibile, ho sempre fatto sapere (tramite Valentina, perché io non caccio fuori nemmeno una parola dinglese) che sono italiana: orgogliosa e fiera di esserlo. Per cui spero che  anche voi, mie care expat, lo siate.

Mi sono divertita un “sacco” a fare shopping con mia figlia, proprio io che quando entro in un Centro Commerciale in Italia ne esco con l’orticaria….

Ci sono aspetti che ho volutamente tralasciato perché sarebbe lungo e divagante affrontarli.
Ho trascurato senz’altro qualcosa, altro ho di certo dimenticato: ma ci sono circa 2200 (sic!) foto a raccontare di questo soggiorno. E poi non vorrei avere la “reprimenda” dalla Redazione che mi ha sollecitata ad essere concisa…. eeehhh???

Adesso rientro nel ruolo di mamma-skype … e guardo l’orologio… e conto le ore … però vorrei rivolgere un invito, se possibile,  ad altre mamme, papà, nonni,  ecc. di ogni grado di parentela e senza limite generazionale a scrivere… sarà un piacere leggere e partecipare e condividere: g r a z i e!

Graziella mamma di Valentina (… con papà: che ha condiviso e approva)

State Park Tyler, TX Sunshine Tyler, TX

Lake Tyler - Tyler, TX The Cascades - Tyler, TX


sabato 19 aprile 2014

Easter Egg Hunt

Quest'anno ho avuto modo anche io di partecipare a una Easter Egg Hunt...che sarebbe? Beh la caccia all'uovo di Pasqua. La tradizione prevede che un prato o un giardino siano disseminati di uova, contenenti piccole sorprese. La favola vorrebbe che a lasciarle sia stato il coniglietto pasquale (Easter bunny) e che solo i bambini che sono stati buoni riescano a trovarle. 
Per capire come io alla mia veneranda abbia preso parte a una caccia all'uovo devo fare un piccolo passo indietro.

Questo semestre, al college, sto frequento un corso che approfondisce glia spetti dell'insegnamento a persone con necessitá speciali. Per il superamento del corso é richiesto di aver prestato un certo numero di ore volontarie presso un associazione che si occupi di persone con disabilitá fisiche o cognitive.
Non sto qui a raccontarvi le peripezie per trovare l'associazione, magari potrei dedicarci un post,  e la preoccupazione di non riuscire a soddisfare questo requisito del corso, viste tutte le implicazioni burocratiche che avrebbe comportato. Per farla breve dopo diverse ricerche ho iniziato a prestare questo servizio presso un'associazione che si occupa di persone non vedenti. Fanno un lavoro veramente eccezionale, si occupano di dare supporto scolastico e anche di insegnare a persone che abbiano perso la vista o non vedenti dalla nascita a poter effettuare tutte le azioni quotidiane che noi diamo così per scontate.

Venendo finalmente alla caccia all'uovo...giovedí scorso l'associazione ha organizzato in un parco cittadino la sua Egg Hunt e ovviamente tutti i volontari, tra cui la sottoscritta sono stati chiamati a raccolta.

Potrete ben capire come questa si sia rivelata una Egg Hunt un po' diversa dal solito. In effetti finché non sono arrivata non mi ero posta molte domande su come il tutto avrebbe avuto luogo. Innanzi tutto abbiamo disseminato un prato di uova, ma mentre lo facevamo mi domandavo come i bambini avrebbero potuto trovarle. In fondo la parte divertente sta proprio nello scovare l'uovo, inutile dire che se ti devono indire dove lo trovi tutto il divertimento si perde. Così un po' intimorita dal rischio di fare una domanda politicamente scorretta ho chiesto "Ma come faranno i bambini a trovarle?" La risposta é stata che il prato che stavamo preparando era non per i bambini della nostra associazione, ma per altri bimbi con altre disabilitá non visive che erano stati coinvolti. Per i bambini della nostra associazione abbiamo subito dopo preparato una caccia all'Uovo ad Hoc con le ...uova sonore.

Uovo sonoro - Easter Egg Hunt - Parole Sparse qua e lá
Uovo sonoro
In pratica ogni volontario é stato munito di un uovo che emetteva un segnale sonoro così da indirizzare nella giusta direzione i bambini. Ovviamente siamo stati anche mine iti di un ricco cestino carico di uova con sorpresa che i bimbi potevano mettere come bottino nel loro cestino. Nelle poche ora trascorse a fare quest' attività di volontariato sono tantissime le cose che ho scoperto possano aiutare le persone con questo tipo di disabilitá e molte non si pensa a come anche con piccoli accorgimenti si possano rendere il più "normale" possibile la vita quotidiana di queste persone. O come alle volte basti veramente poco per complicarla ad esempio capitava magari di spostarsi di qualche metro e i suoni si sovrapponevano fra loro rendendo difficile ovviamente identificarne la fonte. Dovremmo sempre ricordare che alle volte anche un piccolo gesto, magari compiuto  quotidianamente senza pensarci puó avere notevoli effetti sulla vita delle persone che ci stanno accanto.

Comunque é stato incredibile vedere come questi bambini scorrazzassero per il prato con i loro cestini carichi di uova, felici di dare la caccia al loro agognato bottino.

Con questo post auguro anche a tutti voi una felice e serena Pasqua.

venerdì 18 aprile 2014

Curiositá...USA #4

Bibite per palati coraggiosi

Cosa si fa quando qualcuno ti viene a trovare dall'Italia? Ovviamente lo porti a fare un giro al supermercato e non si puó uscirne senza aver trovato una chicca per questa rubrica. 

 Qui a Tyler cé'un supermercato che é una sorta di Whole Foods locale, con un sacco di prodotti di qualità, d'importazione e qualche chicca di stranezza. Nell'immancabile frigo vicino alle casse quindi non si trovano solo le varie soda, Minute Maid, ma anche una selezione di root beer e sode dal gusto un po' retro e classico. Mentre facevo vedere queste bottigliette a mio papa mi cade l'occhio su tre bottigliette che non avevo notato prima.

Io ho provato ad immaginarmi (oltre non ce la faccio proprio) come possa essere essere dissetante una soda al gusto di buffalo swing, bacon o peanut butter&jelly...ma proprio non riesco. Anzi sentire questo sapore provenire da qualcosa di così liquido mi fa anche un po' effetto. Qualcuno ha avuto il coraggio di provare?

Vi lascio due link sulla scia delle curiosità USA, uno di Buongiorno Milwaukee con un sacco di altre cose pazze che si possono trovare qui e una galleria di foto che proprio oggi La Repubblica dedica alle follie inventate in onore della pizza.





giovedì 17 aprile 2014

Special guest al college

I miei genitori sono ripartiti e quindi torniamo al tran tran di tutti i giorni. Ci vorranno un paio di giorni per sistemare un po' casa e fare qualche commissione trascurata nelle ultime settimane, ma tutto procede bene e adesso dovrei avere di nuovo un po' di tempo in più da poter dedicare al blog. in queste settimane mi é mancato molto non venire a scrivere qui, molto più che in altre occasioni passate in cui mi é capitato di tralasciare la scrittura per qualche settimana.

Opossum al TJC - Special guest; Parole Sparse
Opossum at TJC
Anyway... due giorni fa nel parco del college abbiamo avuto una visita inaspettata. Alzando lo sguardo sugli alberi invece dei soliti scoiattoli che ci scorrazzano in mezzo ai piedi si poteva vedere un ospite inaspettato. Un opossum aveva deciso di fare un giro all'università. Diciamo che é abbastanza inusuale che questi animali si spingano così dentro la città e vederli così da vicino non é molto comune. Certo sono animali tipici di questa zona ma vedere un opossum o un armadillo ancora mi fa un po' spalancare gli occhi per lo stupore.

martedì 8 aprile 2014

Luoghi comuni

Chi diventa expat venendo a vivere in Texas di sicuro una delle prime domande che si sente fare da parenti ed amici é: "Ma é vero che vanno tutti a cavallo e hanno le pistole?" No, non vanno tutti a cavallo e sí, molti hanno la pistola. Ma questa é una risposta semplicistica (ovviamente non mi riferisco all'aspetto equino della vicenda).
Se si sta qui un po' di sicuro si hanno aneddoti da raccontare a riguardo, perché, prima o poi, si scoprirà che qualcuno fra le cerchie dei tuoi conoscenti, forse la persona che meno avresti sospettato, é armato, e se non gira armato tiene un'arma in casa. I texani stessi con ironia capita che facciano battute a riguardo, ma come sempre c'e' un ma! Un conto e ridere e scherzare tra amici, dove é chiaro il contesto, si conosce il pensiero di chi ci sta di fronte. Diverso é quando decidiamo di raccontare come blogger pubblicamente i posti, le persone che ci circondano. In questo caso, ci autoproclamiamo ambasciatori della terra che ci accolto e nella quale noi abbiamo deciso di andare...in questo caso dovremmo cercare di essere il più obbiettivi possibile. Come troviamo rude quando qualcuno all'estero ci fa battute sui luoghi comuni italiani (del tipo pizza,mandolino e...mafia) al tempo stesso dovremmo evitare di caderci noi per primi, che siamo anche ospiti.
Come dicevo alla domanda "i texani girano hanno le armi?" la risposta sincera é sí, inutile girarci attorno. Di sicuro entrare nei locali che espongono i cartelli che dicono che le armi non sono consentite é inusuale, al supermercato non ti aspetti di poter comprare pistola e fucile...Ma come dicevo prima c'é sempre un ma, anzi in questo caso più di uno.
Innanzi tutto bisogna ricordare che questo é uno dei grandi problemi che divide gli schieramenti politici di questo paese (per quanto in Tx la maggioranza propenda decisamente verso il colore rosso) é proprio il possesso delle armi. Sono temi delicati, ci sono stati, in tempi anche recenti, fatti di cronaca nera o anche incidenti che hanno acceso violentemente il dibattito politico. Non bisogna mai dimenticare che, mentre noi siamo abituati a una storia millenaria, questa é una nazione giovane, con un'estensione che talvolta determina distanze non solo geografiche ma anche di stili di vita fra i suoi abitanti. Questi dibattiti sociali per certi versi ne sono un punto di debolezza e per altri sono la sua grande forza perché la rende una nazione ancora in crescita.
E poi, se invece vogliamo rapportarci alla realtà texana e ai texani, presentarli tutti come dei novelli Walker Texas Ranger ne da un'immagine assai distorta. Qui uno degli avverbi che va per la maggiore é friendly (amichevolmente) e rispecchia quello che sono. Ovvio che qui, come in qualsiasi altro posto al mondo, si incontreranno persone maleducate e cafone, ma se uno deve descrivere i texani non puó che dire che sono persone gentili e disponibili: friendly! Portano le pistole? Sí, ma non sono certo tutti dei guerrafondai violenti, bisognerebbe fermarsi a capire perché le portano; capire la cultura che c'é alla base del possesso delle armi, cultura che é legata alla storia di paesi di frontiera, ad un forte senso di libertà (ovviamente non mi riferisco alla libertà di poter sparare a destra e manca ) che deve essere difesa.
Dovremmo cercare di comprendere (inutile dire che tale verbo a un significato che nulla a che vedere con il concetto di condivisione) la cultura che ci circonda prima di farne scherno pubblicamente.
Ovviamente queste righe non sono riguardo il problema del possesso delle armi, né una difesa dei simpatici texani, ma semplicemente una riflessione sul fatto che noi tutti blogger dovremmo più spesso ricordare che non solo siamo ambasciatori della nostra terra, ma che lo diventiamo anche di quella che ci accoglie: cerchiamo di capire la cultura che ci circonda invece di chiuderci sui pregiudizi che magari avevamo prima di partire!

Iuuuu ci sono :D

É passato più di un mese dall'ultimo post, erano secoli che non facevo passare così tanto tempo tra un post e l'altro, ma il tempo con i miei genitori qui in visita é veramente tiranno. Dal momento che manca una settimana alla loro partenza cerco di godere della loro compagnia il più possibile, però mi mancava il mio piccolo rifugio virtuale e quindi eccomi, ancora ad intermittenza per qualche giorno e poi si tornerà pieno regime.

giovedì 27 febbraio 2014

Curiositá...USA #3

Nel baule della macchina di mio marito (la mia ha il baule più piccolino) c'é questa leva che serve in caso qualcuno sia bloccato in auto e debba scappare. Escludendo di usarlo in caso di incidente, si dovrebbe riuscire dall'interno a tirare giù i sedili posteriori e sperare che il retro della macchina non sia troppo accartocciato, la sua presenza mi inquieta non poco. Due sono le cose che possono giustificarne la presenza o é molto comune che ti rapiscano e chiudano nel baule della macchina o qui é facile che qualcuno si chiuda accidentalmente nel baule della sua auto. Mi capitato di chiuderci dentro le chiavi per errore, ma non mi sono mai accidentalmente chiusa nel retro dell'auto. Entrambe le opzioni comunque mi preoccupano.

martedì 25 febbraio 2014

Captcha Free

Questo blog é e sempre sarà captcha free! Ecco devo dirlo non sopporto i blog dove per commentare devo inserire il codice di controllo. La trovo una cosa fastidiosa nonché inutile anche considerando che spesso i codici sono illeggibili e bisogna fare tentativi su tentativi per inseritili correttamente.

 Il tempo spesso é tiranno e i blog che si seguono sono sempre parecchi; ecco che se per lasciare un commento ci devo perdere il triplo del tempo mi scappa la voglia e passo al blog successivo. Lo stesso immagino che possa accadere ai miei lettori. Uno dei valori aggiunti di un blog, oltre che i testi dell'autore, sono ovviamente i commenti dei lettori, commenti da cui spesso partono degli spunti veramente interessanti, ma così facendo i lettori sono scoraggiati dal partecipare attivamente.

I codici captcha hanno la loro utilità, ma non in un blog. Questi benedetti codici sono utili nei siti in cui é richiesto l'inserimento dei dati personali, quando é necessario iscriversi ad sito/servizio, anche magari, ad esempio, per l'inserimento dei commenti nelle pagine dei giornali e via di seguito. Ma in un blog?

Chi inserisce questi codici di controllo nel blog di solito obietta che servono a prevenire troll e spam. Verso i primi non servono assolutamente a nulla, se uno ha così tanto tempo da perdere nella sua vita per venire a trollarvi il blog, state tranquilli che non é certo il codice captcha a fermalo. Tuttalpiú, se si hanno o si teme di avere problemi in tal senso sul proprio blog, é decisamente più utile inserire i commenti moderati. Infine lo spam, effettivamente questo é un problema che si presenta un po' su tutti i blog, ma tutte le maggiori piattaforme hanno dei filtri di spam che funzionano molto bene  e che di solito non "lasciano passare" i commenti indesiderati. Come autore dopo un rapido controllo, mi sono sufficienti due click per eliminare in un colpo solo tutti i commenti di spam e allora mi chiedo: se a me sono sufficienti solo due click, perché far perdere tempo ad ogni mio singolo lettore, che é così gentile da dedicare il suo tempo a lasciare un pensiero sul mio blog?

lunedì 24 febbraio 2014

Dry County


Un paio di domeniche fa avevo pensato di fare un bello spezzatino alla birra. Insomma nulla di straordinario se non fosse che poco prima di accendere il gas mi sono accorta che la birra in casa era finita. E che problema ci può essere vivendo in un posto dove almeno la metá dei supermercati é aperta h 24 7/7 o al più tardi aprono alle 7.30 del mattino...c'é il problema che la legge che regolamenta la vendita di alcolici nel Texas (non so quali sia la regolamentazione a riguardo in altri stati) prevede che di domenica non possano essere vendute bevande alcoliche prima di mezzogiorno; quindi non ci é rimasto altro da fare che cambiare menú.
Credo sia piuttosto risaputo il fatto che negli Stati Uniti l'età legale per bere/comprare bevande alcoliche sia 21 anni, però come molte altre cose le leggi che ne governano vendita e consumo sono demandate alle competenze dei singoli, i quali alle volte lasciano autonomia locale sulla decisione di recepire la normativa statale. Alcune Contee possono infatti decidere di applicare ulteriori norme o come nel caso della nostra contea, fino al 2012, essere una cosiddetta "contea asciutta".

Cosa comporta vivere in una contea asciutta? Sostanzialmente vuol dire che non é possibile comprare bevande alcoliche "da asporto", si possono consumare nelle abitazioni private o nei locali con la licenza per la distribuzione, senza però portale all'esterno del locale. Inutile dire che anche riuscire ad avere una licenza per la distribuzione non risulta affatto scontato. E allora cosa facevano i cittadini della nostra contea quando volevano bersi a casa una bella birra fresca o sorseggiare un bel bicchiere di vino? Semplicemente salivano in macchina si facevano 35 minuti di macchina fino al confine con la contea vicina e una volta varcato trovavano una serie di bozze store (negozi dedicati alla vendita di liquori, vini e bevande alcoliche). 

Durante le elezioni presidenziali del 2012 però c'é' stato un referendum e ha vinto, dopo una combattuta campagna di "sensibilizzazione", il partito che chiedeva che tale norma venisse abrogata. Tempo una settimana dall'entrata in vigore della nuova normativa e tutti i supermercati avevano predisposto la classica corsia con vini e birre (anche se in alcuni é possibile pagare tali bevande solo alle casse che danno sulle uscite laterali, così da non dare troppo nell'occhio).

Intanto per domenica prossima volevo fare la pasta con sugo di gamberi alla vodka (qui la ricetta già sperimentata), quindi credo che sabato ci toccherà una gita nella contea confinante perché ancora non é consentita la vendita dei super alcolici.

sabato 22 febbraio 2014

Curiositá...USA #2 e gentilezze

Ieri mentre attendevo l'inizio della lezione di storpiamento chiamare il mio nome. Mi giro stupita (diciamo che la socializzazione al college potrebbe andare meglio) e vedo un mio compagno di corso farmisi incontro. In mano sventolava un Blue Book (o Grade Book) nuovo che voleva restituirmi dopo che mercoledì gliene avevo prestato uno per fare la learning experience di storia (per il prof di storia non sono esami ma learning experience, ma di questo magari parliamo un'altra volta). Senza non avrebbe potuto fare il compito e quindi si sarebbe preso un bello zero. Nulla di eccezionale nel cedergliene uno solo che é stato fortunato lo avessi io, perché su 25 che siamo in classe nessun altro ne aveva, a quanto pare, uno di avanzo.
Mercoledí mi ha subito detto che mi avrebbe ripagato ieri a lezione o me ne avrebbe portato uno nuovo. Data l'esorbitante costo (45¢) gli ho detto che non ce ne era nessun bisogno e che ero felice di essergli stata utile. A quel punto per me la cosa era finita lí. Invece oggi mi ha riportato il famoso Blue Book nuovo e in più é stato così carino da portarmi anche un chocolate chips di Stabucks.
Ammetto che la cosa in sé ovviamente non é particolarmente eclatante parliamo di 5 fogli e un biscotto, ma l'ho trovato un gesto veramente gentile e io continuo a stupirmi della gentilezza più o meno spontanea che c'é qui. E da ieri mi sento un po' in colpa perché neanche so il suo nome, devo fare attenzione la prossima volta che il prof fa l'appello.

Blue Book
Detto ció la domanda che sarebbe sorta spontanea anche a me fino a qualche settimana fa é "Ma cosa cavolo é sto benedetto Blue Book"? Beh nulla di speciale é un semplice quinterno con copertina che viene richiesto per consegnare i compiti svolti in classe. Esiste anche la sua versione ecologica (il Green Book). Rimane tutto più ordinato, sulla copertina sono riportati i dati dello studente e i riferimenti dei corsi.
Altro fedele compagno durante gli esami durante il semestre e per gli esami finali é il modulo Scantron. Ha più versioni, ma sostanzialmente funzionano tutte nella stessa maniera. Si tratta di moduli precompilati dove lo studente deve solo annerire la casella della risposta che ritiene corretta. I professori hanno poi a disposizione un'apparecchio che automaticamente vaglia le risposte sulle singole schede.
Scantron
Un metodo così anche se può sembrare meccanico ha diversi vantaggi il più pratico é che i compiti vengono corretti in pochissimo tempo. Questo insieme con il fatto che gli homework (i famigerati compiti a casa) spesso sono consegnati online e il sistema da subito un riscontro sulla valutazione comporta che gli insegnanti abbiano molto più tempo da dedicare agli studenti. Cioè il tempo dell'insegnante é investito nell'aiutarti se hai fatto male o non ha capito invece che nel capire se hai fatto bene o male.
L'altro vantaggio é dato sull'oggettività del giudizio, ma di questo ha già parlato di recente e meglio di come farei Lucy e quindi vi rimando al suo post sulla neutralità nei college americani.