venerdì 18 aprile 2014

Curiositá...USA #4

Bibite per palati coraggiosi

Cosa si fa quando qualcuno ti viene a trovare dall'Italia? Ovviamente lo porti a fare un giro al supermercato e non si puó uscirne senza aver trovato una chicca per questa rubrica. 

 Qui a Tyler cé'un supermercato che é una sorta di Whole Foods locale, con un sacco di prodotti di qualità, d'importazione e qualche chicca di stranezza. Nell'immancabile frigo vicino alle casse quindi non si trovano solo le varie soda, Minute Maid, ma anche una selezione di root beer e sode dal gusto un po' retro e classico. Mentre facevo vedere queste bottigliette a mio papa mi cade l'occhio su tre bottigliette che non avevo notato prima.

Io ho provato ad immaginarmi (oltre non ce la faccio proprio) come possa essere essere dissetante una soda al gusto di buffalo swing, bacon o peanut butter&jelly...ma proprio non riesco. Anzi sentire questo sapore provenire da qualcosa di così liquido mi fa anche un po' effetto. Qualcuno ha avuto il coraggio di provare?

Vi lascio due link sulla scia delle curiosità USA, uno di Buongiorno Milwaukee con un sacco di altre cose pazze che si possono trovare qui e una galleria di foto che proprio oggi La Repubblica dedica alle follie inventate in onore della pizza.





giovedì 17 aprile 2014

Special guest al college

I miei genitori sono ripartiti e quindi torniamo al tran tran di tutti i giorni. Ci vorranno un paio di giorni per sistemare un po' casa e fare qualche commissione trascurata nelle ultime settimane, ma tutto procede bene e adesso dovrei avere di nuovo un po' di tempo in più da poter dedicare al blog. in queste settimane mi é mancato molto non venire a scrivere qui, molto più che in altre occasioni passate in cui mi é capitato di tralasciare la scrittura per qualche settimana.

Opossum al TJC - Special guest; Parole Sparse
Opossum at TJC
Anyway... due giorni fa nel parco del college abbiamo avuto una visita inaspettata. Alzando lo sguardo sugli alberi invece dei soliti scoiattoli che ci scorrazzano in mezzo ai piedi si poteva vedere un ospite inaspettato. Un opossum aveva deciso di fare un giro all'università. Diciamo che é abbastanza inusuale che questi animali si spingano così dentro la città e vederli così da vicino non é molto comune. Certo sono animali tipici di questa zona ma vedere un opossum o un armadillo ancora mi fa un po' spalancare gli occhi per lo stupore.

martedì 8 aprile 2014

Luoghi comuni

Chi diventa expat venendo a vivere in Texas di sicuro una delle prime domande che si sente fare da parenti ed amici é: "Ma é vero che vanno tutti a cavallo e hanno le pistole?" No, non vanno tutti a cavallo e sí, molti hanno la pistola. Ma questa é una risposta semplicistica (ovviamente non mi riferisco all'aspetto equino della vicenda).
Se si sta qui un po' di sicuro si hanno aneddoti da raccontare a riguardo, perché, prima o poi, si scoprirà che qualcuno fra le cerchie dei tuoi conoscenti, forse la persona che meno avresti sospettato, é armato, e se non gira armato tiene un'arma in casa. I texani stessi con ironia capita che facciano battute a riguardo, ma come sempre c'e' un ma! Un conto e ridere e scherzare tra amici, dove é chiaro il contesto, si conosce il pensiero di chi ci sta di fronte. Diverso é quando decidiamo di raccontare come blogger pubblicamente i posti, le persone che ci circondano. In questo caso, ci autoproclamiamo ambasciatori della terra che ci accolto e nella quale noi abbiamo deciso di andare...in questo caso dovremmo cercare di essere il più obbiettivi possibile. Come troviamo rude quando qualcuno all'estero ci fa battute sui luoghi comuni italiani (del tipo pizza,mandolino e...mafia) al tempo stesso dovremmo evitare di caderci noi per primi, che siamo anche ospiti.
Come dicevo alla domanda "i texani girano hanno le armi?" la risposta sincera é sí, inutile girarci attorno. Di sicuro entrare nei locali che espongono i cartelli che dicono che le armi non sono consentite é inusuale, al supermercato non ti aspetti di poter comprare pistola e fucile...Ma come dicevo prima c'é sempre un ma, anzi in questo caso più di uno.
Innanzi tutto bisogna ricordare che questo é uno dei grandi problemi che divide gli schieramenti politici di questo paese (per quanto in Tx la maggioranza propenda decisamente verso il colore rosso) é proprio il possesso delle armi. Sono temi delicati, ci sono stati, in tempi anche recenti, fatti di cronaca nera o anche incidenti che hanno acceso violentemente il dibattito politico. Non bisogna mai dimenticare che, mentre noi siamo abituati a una storia millenaria, questa é una nazione giovane, con un'estensione che talvolta determina distanze non solo geografiche ma anche di stili di vita fra i suoi abitanti. Questi dibattiti sociali per certi versi ne sono un punto di debolezza e per altri sono la sua grande forza perché la rende una nazione ancora in crescita.
E poi, se invece vogliamo rapportarci alla realtà texana e ai texani, presentarli tutti come dei novelli Walker Texas Ranger ne da un'immagine assai distorta. Qui uno degli avverbi che va per la maggiore é friendly (amichevolmente) e rispecchia quello che sono. Ovvio che qui, come in qualsiasi altro posto al mondo, si incontreranno persone maleducate e cafone, ma se uno deve descrivere i texani non puó che dire che sono persone gentili e disponibili: friendly! Portano le pistole? Sí, ma non sono certo tutti dei guerrafondai violenti, bisognerebbe fermarsi a capire perché le portano; capire la cultura che c'é alla base del possesso delle armi, cultura che é legata alla storia di paesi di frontiera, ad un forte senso di libertà (ovviamente non mi riferisco alla libertà di poter sparare a destra e manca ) che deve essere difesa.
Dovremmo cercare di comprendere (inutile dire che tale verbo a un significato che nulla a che vedere con il concetto di condivisione) la cultura che ci circonda prima di farne scherno pubblicamente.
Ovviamente queste righe non sono riguardo il problema del possesso delle armi, né una difesa dei simpatici texani, ma semplicemente una riflessione sul fatto che noi tutti blogger dovremmo più spesso ricordare che non solo siamo ambasciatori della nostra terra, ma che lo diventiamo anche di quella che ci accoglie: cerchiamo di capire la cultura che ci circonda invece di chiuderci sui pregiudizi che magari avevamo prima di partire!

Iuuuu ci sono :D

É passato più di un mese dall'ultimo post, erano secoli che non facevo passare così tanto tempo tra un post e l'altro, ma il tempo con i miei genitori qui in visita é veramente tiranno. Dal momento che manca una settimana alla loro partenza cerco di godere della loro compagnia il più possibile, però mi mancava il mio piccolo rifugio virtuale e quindi eccomi, ancora ad intermittenza per qualche giorno e poi si tornerà pieno regime.

giovedì 27 febbraio 2014

Curiositá...USA #3

Nel baule della macchina di mio marito (la mia ha il baule più piccolino) c'é questa leva che serve in caso qualcuno sia bloccato in auto e debba scappare. Escludendo di usarlo in caso di incidente, si dovrebbe riuscire dall'interno a tirare giù i sedili posteriori e sperare che il retro della macchina non sia troppo accartocciato, la sua presenza mi inquieta non poco. Due sono le cose che possono giustificarne la presenza o é molto comune che ti rapiscano e chiudano nel baule della macchina o qui é facile che qualcuno si chiuda accidentalmente nel baule della sua auto. Mi capitato di chiuderci dentro le chiavi per errore, ma non mi sono mai accidentalmente chiusa nel retro dell'auto. Entrambe le opzioni comunque mi preoccupano.

martedì 25 febbraio 2014

Captcha Free

Questo blog é e sempre sarà captcha free! Ecco devo dirlo non sopporto i blog dove per commentare devo inserire il codice di controllo. La trovo una cosa fastidiosa nonché inutile anche considerando che spesso i codici sono illeggibili e bisogna fare tentativi su tentativi per inseritili correttamente.

 Il tempo spesso é tiranno e i blog che si seguono sono sempre parecchi; ecco che se per lasciare un commento ci devo perdere il triplo del tempo mi scappa la voglia e passo al blog successivo. Lo stesso immagino che possa accadere ai miei lettori. Uno dei valori aggiunti di un blog, oltre che i testi dell'autore, sono ovviamente i commenti dei lettori, commenti da cui spesso partono degli spunti veramente interessanti, ma così facendo i lettori sono scoraggiati dal partecipare attivamente.

I codici captcha hanno la loro utilità, ma non in un blog. Questi benedetti codici sono utili nei siti in cui é richiesto l'inserimento dei dati personali, quando é necessario iscriversi ad sito/servizio, anche magari, ad esempio, per l'inserimento dei commenti nelle pagine dei giornali e via di seguito. Ma in un blog?

Chi inserisce questi codici di controllo nel blog di solito obietta che servono a prevenire troll e spam. Verso i primi non servono assolutamente a nulla, se uno ha così tanto tempo da perdere nella sua vita per venire a trollarvi il blog, state tranquilli che non é certo il codice captcha a fermalo. Tuttalpiú, se si hanno o si teme di avere problemi in tal senso sul proprio blog, é decisamente più utile inserire i commenti moderati. Infine lo spam, effettivamente questo é un problema che si presenta un po' su tutti i blog, ma tutte le maggiori piattaforme hanno dei filtri di spam che funzionano molto bene  e che di solito non "lasciano passare" i commenti indesiderati. Come autore dopo un rapido controllo, mi sono sufficienti due click per eliminare in un colpo solo tutti i commenti di spam e allora mi chiedo: se a me sono sufficienti solo due click, perché far perdere tempo ad ogni mio singolo lettore, che é così gentile da dedicare il suo tempo a lasciare un pensiero sul mio blog?

lunedì 24 febbraio 2014

Dry County


Un paio di domeniche fa avevo pensato di fare un bello spezzatino alla birra. Insomma nulla di straordinario se non fosse che poco prima di accendere il gas mi sono accorta che la birra in casa era finita. E che problema ci può essere vivendo in un posto dove almeno la metá dei supermercati é aperta h 24 7/7 o al più tardi aprono alle 7.30 del mattino...c'é il problema che la legge che regolamenta la vendita di alcolici nel Texas (non so quali sia la regolamentazione a riguardo in altri stati) prevede che di domenica non possano essere vendute bevande alcoliche prima di mezzogiorno; quindi non ci é rimasto altro da fare che cambiare menú.
Credo sia piuttosto risaputo il fatto che negli Stati Uniti l'età legale per bere/comprare bevande alcoliche sia 21 anni, però come molte altre cose le leggi che ne governano vendita e consumo sono demandate alle competenze dei singoli, i quali alle volte lasciano autonomia locale sulla decisione di recepire la normativa statale. Alcune Contee possono infatti decidere di applicare ulteriori norme o come nel caso della nostra contea, fino al 2012, essere una cosiddetta "contea asciutta".

Cosa comporta vivere in una contea asciutta? Sostanzialmente vuol dire che non é possibile comprare bevande alcoliche "da asporto", si possono consumare nelle abitazioni private o nei locali con la licenza per la distribuzione, senza però portale all'esterno del locale. Inutile dire che anche riuscire ad avere una licenza per la distribuzione non risulta affatto scontato. E allora cosa facevano i cittadini della nostra contea quando volevano bersi a casa una bella birra fresca o sorseggiare un bel bicchiere di vino? Semplicemente salivano in macchina si facevano 35 minuti di macchina fino al confine con la contea vicina e una volta varcato trovavano una serie di bozze store (negozi dedicati alla vendita di liquori, vini e bevande alcoliche). 

Durante le elezioni presidenziali del 2012 però c'é' stato un referendum e ha vinto, dopo una combattuta campagna di "sensibilizzazione", il partito che chiedeva che tale norma venisse abrogata. Tempo una settimana dall'entrata in vigore della nuova normativa e tutti i supermercati avevano predisposto la classica corsia con vini e birre (anche se in alcuni é possibile pagare tali bevande solo alle casse che danno sulle uscite laterali, così da non dare troppo nell'occhio).

Intanto per domenica prossima volevo fare la pasta con sugo di gamberi alla vodka (qui la ricetta già sperimentata), quindi credo che sabato ci toccherà una gita nella contea confinante perché ancora non é consentita la vendita dei super alcolici.

sabato 22 febbraio 2014

Curiositá...USA #2 e gentilezze

Ieri mentre attendevo l'inizio della lezione di storpiamento chiamare il mio nome. Mi giro stupita (diciamo che la socializzazione al college potrebbe andare meglio) e vedo un mio compagno di corso farmisi incontro. In mano sventolava un Blue Book (o Grade Book) nuovo che voleva restituirmi dopo che mercoledì gliene avevo prestato uno per fare la learning experience di storia (per il prof di storia non sono esami ma learning experience, ma di questo magari parliamo un'altra volta). Senza non avrebbe potuto fare il compito e quindi si sarebbe preso un bello zero. Nulla di eccezionale nel cedergliene uno solo che é stato fortunato lo avessi io, perché su 25 che siamo in classe nessun altro ne aveva, a quanto pare, uno di avanzo.
Mercoledí mi ha subito detto che mi avrebbe ripagato ieri a lezione o me ne avrebbe portato uno nuovo. Data l'esorbitante costo (45¢) gli ho detto che non ce ne era nessun bisogno e che ero felice di essergli stata utile. A quel punto per me la cosa era finita lí. Invece oggi mi ha riportato il famoso Blue Book nuovo e in più é stato così carino da portarmi anche un chocolate chips di Stabucks.
Ammetto che la cosa in sé ovviamente non é particolarmente eclatante parliamo di 5 fogli e un biscotto, ma l'ho trovato un gesto veramente gentile e io continuo a stupirmi della gentilezza più o meno spontanea che c'é qui. E da ieri mi sento un po' in colpa perché neanche so il suo nome, devo fare attenzione la prossima volta che il prof fa l'appello.

Blue Book
Detto ció la domanda che sarebbe sorta spontanea anche a me fino a qualche settimana fa é "Ma cosa cavolo é sto benedetto Blue Book"? Beh nulla di speciale é un semplice quinterno con copertina che viene richiesto per consegnare i compiti svolti in classe. Esiste anche la sua versione ecologica (il Green Book). Rimane tutto più ordinato, sulla copertina sono riportati i dati dello studente e i riferimenti dei corsi.
Altro fedele compagno durante gli esami durante il semestre e per gli esami finali é il modulo Scantron. Ha più versioni, ma sostanzialmente funzionano tutte nella stessa maniera. Si tratta di moduli precompilati dove lo studente deve solo annerire la casella della risposta che ritiene corretta. I professori hanno poi a disposizione un'apparecchio che automaticamente vaglia le risposte sulle singole schede.
Scantron
Un metodo così anche se può sembrare meccanico ha diversi vantaggi il più pratico é che i compiti vengono corretti in pochissimo tempo. Questo insieme con il fatto che gli homework (i famigerati compiti a casa) spesso sono consegnati online e il sistema da subito un riscontro sulla valutazione comporta che gli insegnanti abbiano molto più tempo da dedicare agli studenti. Cioè il tempo dell'insegnante é investito nell'aiutarti se hai fatto male o non ha capito invece che nel capire se hai fatto bene o male.
L'altro vantaggio é dato sull'oggettività del giudizio, ma di questo ha già parlato di recente e meglio di come farei Lucy e quindi vi rimando al suo post sulla neutralità nei college americani.

sabato 15 febbraio 2014

Curiositá...USA #1

Riemergo dopo 2 settimane in cui le scadenze del college sono star più pressanti del solito e il tempo rimasto a disposizione é stato più risicato del solito.
Ho mancato il post che avevo in mente per il primo anno qui  e anche c quello pensato per il compleanno é rimandato ai prossimi  giorni.
Intanto però un post veloce che vuole inaugurare una nuova serie.  Spesso in giro per il mondo si vedono cose che sembrano bizzarre alle volte geniali nella loro semplicità altre volte invece veramente strane, oppure usuali per il luogo visitato ma totalmente inusuali per gli occhi del visitatore. Si tratta di oggetti o alle volte anche di servizi offerti, piuttosto che di consuetudini più o meno quotidiane.
Spesso fonte di queste scoperte sono i supermercati, ma basta tenere sempre gli occhi aperti e in giro si scovano delle chicche.
Come dicevo gli ipermercati molte volte espongono oggetti inusuali. Vi  lascio le immagine degli ultimi visti.

Scola-tonno

Bicchiere da asporto a dinosauro
Porta succo di frutta con manico


Il primo é un  utilissimo pezzo di plastica circolare e bucherellato, serve a scolare il tonno. Se non ti apice usare la forchetta, appoggiare la parte alta sollevata con l'apriscatole questo é per te un oggetto imperdibile!
Gli altri due invece sono dedicati ai più piccoli quello a destra serve a portare i zucchini di frutta in giro e devo ammettere che credo abbia la sua utilità perché con i manici simili a quelli dei bicchieri per i toddler credo rendano più agevole le operazione di "bevitura" e anche di trasporto e le mamme possono rendere i bimbi più autonomi anche con questo.
Quello a sinistrai invece é una sorta di bicchiere da viaggio. Qui tutti girano con il loro bicchierone pieno di bevande calde d'inverno e fresche d'estate. Se ne trovano di ogni forma, dimensione, colore e tema. Ovviamente non poteva mancare la versione per i più piccoli. Cosa piacciono a tutti i bambini (almeno i maschietti)? I dinosauri!!! Ecco il bicchiere a dinosauro...peró lasciatemelo dire a me vera da quella cannuccia inquieterebbe un po'!


!!! se in giro per il mondo trovate oggetti, cartelli, servizi curiosi sarò lieta di aggiungerli a questa collezione!!

martedì 28 gennaio 2014

Liebster Award #2bis


Selena dopo aver risposto sul suo blog alle domande che avevo lanciato nel mio post ha ripassato il testimone con altri 10 quesiti.

1- Dove vivi? 
A Tyler in Texas, circa 200 km a est di Dallas

2- Il primo libro letto in lingua straniera.
Escludendo i libri letti  in inglese a scuola ho iniziato a leggere in inglese per diletto da quando sono qui. Il primo libro letto é stato "Army wives", mi ero incuriosita vedendo la serie tv così una volta arrivata ho preso il libro a cui é ispirata.

3- La prima ricetta del paese dove vivi che hai provato a fare a casa.
Adoro cucinare i dolci quindi i muffin. Per quest'anno peró avrei un piccolo progetto, qui per ogni festività si trovano un sacco di cose per fare i biscotti o le decorazioni a tema: mi piacerebbe provare a fare i biscottini a tema per ogni festività. 
Comunque visto che siamo in Texas e bisogna rispettare le tradizioni locali una delle prime cose di cui ci siamo muniti a casa é il grill per il bbq.

4- Dove avresti voluto espatriare davvero?
Bella domanda, non saprei. 

5- Una figuraccia dovuta alla lingua del paese dove vivi.
Epic fail non ne ricordo, però spesso mi capita di sentirmi un po'rintronata quando mi dicono qualcosa e io non ho la più pallida idea di cosa stiano dicendo. per fortuna capita sempre meno spesso, ma ogni tanto qualcuno proprio non lo capisco. 

6- L'abitudine del paese dove vivi a cui non ti abituerai mai!
Mangiare una bistecca per cena alle 5.30 pm? 

7- Il cantante sconosciutissimo per noi ma che lí va tanto di moda.
Non saprei già l'altra sera ai Grammy mi sono resa conto che non sapevo abbinare canzoni e cantanti, il pensiero ricorrente della serata é stato "ahhhh ma allora questa la canta tizio"...di sicuro però ci sarà qualche stella locale, magari di musica country, che io ignoro

8- Il nome piú strano che hai sentito del paese dove vivi.
Devo dire che con Valentina credevo di cascare male e invece riescono a pronunciarlo bene senza neppure storpiarlo alla francese Valentine, però i camerieri di Starbucks con i nomi proprio non ce la fanno; un giorno mentre scrive il mio nome sul bicchierone la cameriera mi fa "ValentinA? Bizzare name!", leggo il suo cartellino che recita "Lathuakenosha"...non ho avuto parole per controbattere...

9- La parola del paese dove vivi che non riuscirai mai a pronunciare bene.
Per ora temo che siano troppe; l'altro giorno al supermercato ho chiesto al banco affettati 1 pound di mortadella e mi hanno dato 1pound di mozzarella (per i lettori italiani meglio che non vi chiediate perché la mozzarella viene venduta affettata) e allora ho iniziato a farmi molte domande sulla qualità della mia pronuncia, perché almeno mortadella e mozzarella pensavo di saperle pronunciare bene


10- Esprimi un desiderio: se torno in Italia....
non saprei mi si é parato un elenco lunghissimo di cose, tanto prima di giugno non si rientra ho ancora qualche mese per pensarci ;)

Vi lascio anche il link (in rigorosissimo ordine sparso) ai blog che hanno già risposto alle mie domande